LETTURA DEL MESE

carmine-gallo-comunicare

Comunicare come Steve Job e i migliori oratori degli eventi TED

Autore: Carmine Gallo

Editore: Vallardi, 2015, pp.236, € 14.90

Genere: saggio sulla comunicazione efficace

Chiave di lettura: Le strategie comunicative degli oratori di successo

Frase chiave: “Può darsi che non parlerete mai ad una conferenza TED, ma se volete avere successo negli affari dovete imparare a tener discorsi degni di una TED; questo libro vi spiegherà come”.


 

I comunicatori eccellenti sanno essere chiari e appassionanti, anche quando trattano temi ostici. Non è un dono di natura, come alcuni vorrebbero farvi credere, è il risultato di un lavoro meticoloso, fatto di disciplina e metodo, di cura dei contenuti e, ancor più al modo di esporli. È il come a fare la differenza. E il come può essere appreso. In che modo? Osservando i migliori all’opera, ma soprattutto sapendo cosa osservare per appropriarsene e, laddove possibile, per modellarlo.

Con Comunicare come Steve Job e i migliori oratori degli eventi TED, Carmine Gallo, autore di due fra i libri più approfonditi sullo stile comunicativo di Steve Jobs   (Essere come Steve Jobs e Pensare come Steve Jobs, editi da Sperling & Kupfer ), in quest’ultimo estende il campo d’osservazione ai migliori oratori delle famose conferenze TED trasmesse su internet. Quale luogo migliore per vedere all’opera il potere della chiarezza! TED È il più grande raduno di imprenditori, artisti, scienziati, designer, più in generale persone originali che hanno qualcosa di da dire, e sanno come dirlo in 18 minuti (tempo massimo concesso ad ogni conferenza).   “Dopo aver analizzato oltre 500 presentazioni TED – scrive Gallo – e parlato con vari oratori affermati, ho scoperto che i discorsi che sono accolti più favorevolmente alle TED hanno 9 elementi in comune. Ho anche intervistato alcuni fra i più famosi neuroscienziati per capire i motivi per cui i principi su cui si fondano quegli elementi funzionano così bene”.

Messi al setaccio guru del calibro di Ken Robinson, Bill Gates, Matthieu Richard, Branson e tanti altri, Gallo descrive, con ricchezza di esempi e acume d’analisi, le nove strategie che fanno di loro dei comunicatori eccellenti. Ciò che li accomuna è la capacità di trasmettere un messaggio toccante (emotivamente coinvolgente), innovativo (concetti nuovi o almeno non scontati), memorabile (esposto in modo da lasciare il segno). Leggendo il libro viene voglia di connettersi subito ad internet per vedere le conferenze analizzate e trovare conferme alle analisi dell’autore.

Le conferenze toccanti, innovative e memorabili sono molte, come ad esempio il video di Bill Gates. All’epoca (2009) era impegnato per ridurre la mortalità infantile nei paesi africani attraverso una fondazione. Di fronte ad un pubblico di imprenditori da coinvolgere nel suo progetto umanitario, salì sul palco, aprì un barattolo e disse: “La malaria è diffusa dalle zanzare. Ne ho portate un po’. Ora le lascio libere di svolazzare in mezzo a voi. Così potete provare di persona. Non c’è motivo per cui questa esperienza debba essere riservata ai poveri”. Il pubblico rimase impietrito. Poi scoppiò a ridere. Il suo messaggio era arrivato a segno. E ancora, Ken Robinson, che con conferenza “Come la scuola uccide la creatività”, un capolavoro di acume e di humor, ha avuto ben 15 milioni di visitatori. O lo statistico danese Hans Rosling che è riuscito a rendere accattivante persino l’analisi delle tendenze demografiche nel mondo mostrando dei grafici con bolle colorate in movimento, anziché i classici numeri e torte. E accompagnando il tutto con un commento degno di un cronista sportivo.

Gallo ci conduce dietro le quinte di una conferenza di successo mostrando il grosso lavoro per ottenere quel risultati. Dalla preparazione minuziosa, come quella della musicista rock Amanda Palmer che ha confessato di aver impiegato 4 mesi di prove per parlare 12 minuti. La ricerca degli aneddoti calzanti, la battuta al posto giusto, la gestualità e il tono di voce per dare risalto le parole. La scelta delle immagini   (slide o video) a sostegno di un discorso che non deve durare mai più di 18 minuti, “L’intervallo di tempo ideale anche on line perché è la durata di un coffee break. Basta per vedere il video di un discorso interessante, mandare il link a due o tre amici e così diffonderlo rapidamente. I 18 minuti funzionano più o meno come i 140 caratteri di un post di Twitter, che obbligano la gente riflettere su ciò che scrive. Imponendo ad un oratore abituato a parlare tre ore di seguito di attenersi alla regola dei 18 minuti, lo si induce a pensare attentamente a ciò che intende comunicare. È una regola che aiuta a chiarirsi le idee e a concentrarsi sui punti fondamentali”.

Comunicare come Steve Job e i migliori oratori degli eventi TED è un libro analitico e pragmatico, accurato nelle analisi, piacevole nell’esposizione, più istruttivo di qualunque manuale di public speaking. E un ulteriore conferma che i conferenzieri di successo, sebbene ciascuno a suo modo e con il proprio stile, sanno  arrivare alla mente e al cuore del proprio pubblico, grazie anche al potere della semplicità e al rigore di un metodo che il libro aiuta a scoprire.

 

Nessun commento

Inserisci un commento