LETTURA DEL MESE

COVER LA FORZA DEL BENE

La forza del bene

Autore: Daniel Goleman

Editore: Rizzoli, 2015, pp.277, € 19.00

Genere: saggiodi antropologia spirituale

Chiave di lettura: Per una visione etica della società

Frase chiave: “In campo economico sviluppiamo progetti quinquennali, decennali, per operare crescita e cambiamento. Benissimo, ma abbiamo bisogno di progetti simili anche per coltivare amore e compassione verso il prossimo”.


 

“L’unica persona di sinistra è rimasta il papa”. Una battuta? Può darsi , ma anche un’amara constatazione sui tempi che stiamo vivendo, svuotati da ideali, fagocitati da una finanza irresponsabile. E  a spese di chi? Per riflettere non c’è tempo. In questa corsa cieca, lanciati poi chissà dove, la scala dei valori ha perso parecchi gradini. Morale, compassione, altruismo, sono diventate parole svuotate di significato, retrocesse in fondo alla scala delle priorità. Molti ne lamentano la mancanza, pochi hanno il coraggio e l’autorevolezza di reclamarle pubblicamente. Uno di questi è il Dalai Lama, cui David Goleman dedica il suo ultimo libro uscito in Italia per condividere una visione del futuro che riaccende la speranza.

La forza del bene è un piccolo libro di riflessioni che toccano il cuore, non solo dei religiosi, e invita all’azione. Lo stile è singolare: flash biografici, spezzoni di interviste, e una serie di “sentieri tematici” che ripercorrono alcuni punti salienti della visione di Sua Santità. Uno dei più interessanti riguarda la scuola e l’educazione. Il Dalai Lama sostiene che compassione, altruismo, generosità, sono sentimenti di cui siamo dotati alla nascita, ma inibiti fin dai banchi di scuola, dove regna una competizione sfrenata. È da lì che dovrebbe iniziare “la rivoluzione dell’anima”. Occorre un sistema scolastico che educhi all’empatia e alla collaborazione, alla responsabilità e alla compassione. Fra i tentativi di rinnovamento educativo, uno dei più riusciti, citato dal libro, è il metodo SEL (Apprendimento Sociale ed Emotivo) sperimentato all’inizio, nella provincia di Vancouver, adottato poi nel 90% delle scuole di quell’area geografica. L’University of British Columbia lo ha poi introdotto nel suo corso di studi e avviato un Master per preparare gli insegnati. Il Dalai Lama lo sostiene con entusiasmo, ma ha voluto che l’University of British Columbia fornisse dati scientifici sull’efficacia del metodo perché ciò che è scientificamente provato, si sa, ha più credito. I ricercatori sono al lavoro. Intanto le scuole che seguono programmi SEL (milioni di bambini nel mondo) registrano un aumento di comportamenti prosociali: più partecipazione, meno assenze e calo dei fenomeni di bullismo. Altra iniziativa, finanziata dal Mind and Life Insitute (il Centro nato per favorire il dialogo fra il Dalai Lama e scienziati, oggi impegnato anche sulla “riforma dell’educazione scolastica”) è Call to Care: un corso per promuovere consapevolezza e compassione nelle classi elementari. Nella sua visione, “Dalai Lama immagina una sorta di “igiene emotiva interiorizzata”. Quando gli studenti impareranno a padroneggiare le emozioni, le loro risposte agli stati d’animo negativi, a suo parere, diventeranno automatiche, come la reazione che spinge a lavarci le mani quando sono sporche. “La speranza è che questo sapere divenga parte integrante dei piani i studio”. Lungo il libro troviamo altri “sentieri tematici” di grande interesse, come l’incontro del Dalai Lama con scienziati del peso di Francisco Varela, cofondatore del Mind and Life Insitute, con Aron Beck, ideatore della Teoria cognitivo-comportamentale e con Paul Ekman, massimo esperto al mondo di comunicazione non verbale. Quest’ultimo racconta di quando la sua scoperta delle sei emozioni universali sia sopraggiunta in seguito ad un insigth sopraggiunto dopo una conversazione con Sua Santità.

Altro “sentiero” importante: la gestione delle emozioni negative che tanta parte hanno nel generare infelicità, in noi e attorno a noi. Sul tema Goleman ha scritto con Dalai Lama uno dei suoi libri più impegnativi, Emozioni distruttive. Infine, una riflessione immancabile su uno dei temi prediletti di Sua Santità: la compassione. “Per lui, spiega Goleman, la compassione è istintiva, il faro e la nostra destinazione”. “In economia – ama ripetere – sviluppiamo progetti quinquennali per la crescita. Avremmo bisogno di progetti simili anche per coltivare compassione per il prossimo. Non basta limitarsi alla carità. L’obiettivo è aiutare, laddove possibile, ad occuparsi di sé con dignità. Detto altrimenti, non sfamarlo per un giorno, ma insegnargli a pescare. Thupten Jimpa, il suo interprete in lingua inglese, ha sviluppato il Compassion Cultivation Training (CCT) che i ricercatori di Standford sostengono essere in grado di ridurre ansia e accrescere sentimenti di compassione. Una “compassione robusta”, come titola uno dei capitoli più interessanti di questo libro, sarebbe una vera forza rigeneratrice per l’economia e per la società.

 

 

 

 

 

 

 

 

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