LETTURA DEL MESE

LEADERSHIP NEL FUTURO CHE EMERGE

Leadership in un futuro che emerge

Autori: Otto Scharmer e Karein Kaufer

Editore: Franco Angeli, 2015, pp. 243, € 28.00

Genere: saggio sul cambiamento psico-sociale ed economico

Chiave di lettura: risvegliare la leadership interiore disinnescando gli schemi e i download del passato per scorgere “il futuro che emerge” e cavalcare il cambiamento con la mente, il cuore, la volontà.

Frase chiave: “Questo momento di disgregazione ha a che fare con morte e rinascita. Ciò che sta morendo è una vecchia civiltà e mentalità improntata sull’IO all’ennesima potenza, sul consumo materiale spinto all’eccesso, dove grande è bene e dove un sistema di attuazione delle decisioni essenzialmente mosso da gruppi con interessi specifici ci ha portati ad una situazione in cui creiamo collettivamente risultati che nessuno vorrebbe”.


Otto Scharmer, professore al MIT di Boston, co-fondatore e direttore di ricerca del Presencing Lab e vice presidente del comitato di consiglio sull’agenda del World Economic Foum, era a Milano il 19 Giugno. L’ho visto all’opera nell’evento Cominciamo, organizzato da People Rise, Naturasì, e molti altri sponsor. In quell’occasione ha presentato l’uscita della traduzione italiana del suo libro “Teoria U”, edito da Guerini Next. Un evento emozionante, per Cominciare, che ha dissolto ogni mia prevenzione sul suo modello di una rinascita ad U, perché Scharmer ha una visione sistemica ed ecologica, etica e proattiva delle persone, delle organizzazioni, delle società, della vita stessa verrebbe da dire. Un approccio il suo che viene voglia di approfondire e sperimentare per capire fin dove può condurci. In questa occasione che ho avuto voglia di riprendere in mano Leader in un futuro che emerge, scritto con Karein Kaufer, che avevo sfogliato distrattamente appena uscito, e di cui ora faccio ammenda recensendolo.

Attraverso i risultati di una ricerca (150 interviste a leader, innovatori e imprenditori provenienti da varie nazioni) il libro di Scharmer inquadra la Teoria U – nome affascinante ed evocativo, da qualche anno oggetto di dibattito nelle business School – alla luce dell’attuale contesto socio-economico; un contesto costellato da disconnessioni sistemiche fra economia finanziaria ed economia reale, fra imperativo alla crescita infinita e risorse limitate,  fra PIL e benessere, fra leadership istituzionale e i bisogni reali della gente; fratture che rivelano un vuoto fra realtà sociale e pensiero economico, e impongono un cambio di rotta nel pensiero.

“Abbiamo scritto questo libro per i change maker, di qualsiasi settore, cultura e sistema, inclusi imprese e governi, mondo accademico e comunità locali. Il libro affronta quello che riteniamo essere il punto cieco nella discussione globale di oggi: come dare una risposta alle ondate di cambiamento dirompente, estraendola da un ambito più profondo che ci colleghi al futuro che sta emergendo, piuttosto che reagire attaccando i modelli mentali del passato, operazione che di solito significa perpetuarli”. Per riuscire a cogliere il futuro che emerge la Teoria U invita a fare un viaggio introspettivo dentro se stessi, di aprire il cuore la mente e la volontà ad un maggior livello di consapevolezza di sé, degli altri, del mondo. È questo il primo passo per liberarsi dalle abitudini che impediscono di vedere oltre il già noto. “Quando la mente è aperta possiamo sospendere le vecchie abitudini”,  interrompere i download del passato attivando quello che Scharmer chiama un ascolto generativo, o di quarto livello: uno stato mentale che amplia il campo percettivo facendoci intravvedere un futuro possibile. È il processo mentale di insight, tipico degli innovatori e dei leader visionari, coloro che sanno spingersi oltre la zona di confort ampliando il campo delle possibilità, connettendosi con uno stato mentale che permette ad un’idea, già esistente dentro di noi, di uscire allo scoperto e ad un futuro possibile, di emergere. Un traguardo, questo, che si raggiunge attraverso quello che Scharmer chiama Presencing, parola che unisce presence (essere centrati nel qui e ora) e sensing (sentire/percepire le possibilità future). Aprire la propria mente è il punto di partenza, occorre poi anche “avere un cuore aperto per provare empatia e riuscendo a vedere una situazione attraverso gli occhi degli altri. Infine, una volontà aperta che metta in grado di lasciar emergere il nuovo”. La curva a U è un viaggio di rinascita che parte dal disapprendere i modelli mentali obsoleti per apprenderne di nuovi, liberi da pregiudizi e da schemi di pensiero inadeguati. È un processo rigenerativo della mente, del cuore e della volontà, che porta ad alzare il livello della percezione per riuscire a vedere oltre il confine delle abitudini, per centrarsi sull’eco-sistema (focalizzato sul benessere collettivo) anziché sull’ego-sistema (centrato sugli interessi personali). In questo scenario, anche la leadership cambia rotta: sempre più ispiratrice di co-creazione del futuro e di co-evoluzione dell’eco-sistema, attinge all’intelligenza collettiva distribuita e alle 7 nuove capacità della leadership (una per ciascuno stadio della curva a U), impossibili da riassumere senza svilirle; vanno apprese passo passo leggendo il libro, entrando nel punto di vista dell’autore, cambiando paradigma per cogliere l’essenza dei suoi ragionamenti, familiarizzando con un linguaggio dal sapore esoterico che può inibire i razionalisti. Una Teoria complessa quella di Scharmer che coniuga visione spirituale (in senso laico) e visione sistemica. Filosofia e pragmatica (un ampio capitolo è dedicato all’applicazione della Teoria U in diverse nazioni). Leader in un futuro che emerge è un libro denso e complesso, affascinante e spiazzante, ricchissimo di suggestioni e intuizioni illuminanti. Ma alla fine della lettura sorge la domanda: come metterla in pratica? Come allenare la mente e il cuore ad incorporare questo nuovo paradigma? Come abilitare la Teoria U nelle aule formative? Il libro non offre risposte. Ma già aver aperto la mente ad una visione eretica, rispetto al pensiero socio-economico dominante, è già tanto. Il resto forse, verrà da sé

 

 

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