LETTURA DEL MESE

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Mindfulness e Cervello

Daniel J. Siegel, Mindfulness e Cervello, Raffaello Cortina Editore, 2007, pp.357 € 28.00

Genere: saggio di psicologia

Chiave di lettura: L’uso terapeutico della minfulness per accrescere consapevolezza e benessere interiore

Frase chiave: Noi possiamo focalizzare le nostre menti in modo da modificare la struttura e le funzioni del cervello per mezzo delle nostre vite. Essere consapevoli del presente senza tenersi ancorati ai giudizi è un assetto mentale che ci apre un potente percorso verso la compassione e il benessere interiore. La meditazione è stata negli ultimi anni oggetto di studi che hanno dimostrato la sua capacità di favorire miglioramenti neurologici e immunitari in chi la pratica”.


 

Pochi neuroscienziati sono abili a trattare argomenti complessi con lo stile limpido e brillante di Daniel Siegel. Per questo i suoi libri piacciono a tanti psicologi, ma anche formatori, educatori e curiosi della materia. Questo scienziato dalla parola luminosa sa far luce sui misteri della mente umana mescolando aneddoti personali e argomentazioni scientifiche. Vignette che strappano il sorriso, e intanto spiegano. Sfodera metafore che restano impresse, formula analogie che chiariscono concetti talvolta ostici come, ad esempio, l’immagine del “cervello a portata di mano”: dove Siegel usa un oggetto familiare, come le dita di una mano, per rappresentare le principali regioni del cervello. Scienziato e divulgatore, cronista della mente e pedagogista, un mix che conferisce ai suoi libri profondità e leggerezza, e ne spiegano il successo.

Dopo La mente relazionale (1999), dove Siegel fissava i fondamenti di una nuova disciplina, la neurobiologia interpersonale, comincia ad interessarsi alla mindfulness. In Mindfulness e Cervello (2007) l’autore racconta come si è avvicinato alla pratica della mindfulness. In particolare, nel capitolo  “la settimana di silenzio” narra l’esperienza del suo primo ritiro di meditazione con cento scienziati all’Insight Meditation Society di Barre (Massachusetts): sette giorni impegnativi ma indimenticabili nei quali lotta con se stesso per “non perdersi nei propri pensieri”. Riscopre il potere conoscitivo delle sensazioni e acquisisce il distacco necessario per essere presente, nel qui e ora, non giudicante e ricettivo verso ciò  che lo circonda. In quella circostanza costata che la meditazione mindful libera la mente dagli automatismi generando nuove connessioni neuronali che modificano la struttura del cervello nelle zone responsabili dell’empatia e della resilienza. E assicura che l’attivazione di queste risorse consenta alle persone di raggiungere nuovi livelli di benessere e di autoregolazione. L’incontro fra questi due mondi, Occidente e Oriente, apre nuove frontiere in un campo di ricerche proficue e stimolanti.

Lungo il viaggio alla scoperta del “Sé interiore”, Siegel descrive le varie discipline orientali di matrice buddista che coltivano la consapevolezza mindful come il Tai Chi e lo Yoga. Coglie connessioni e possibili alleanze fra mindfulness e terapie cognitive. Sostiene infine l’importanza di inserire nei piani di studio scolastici la mindful. E conclude che, quando viene meno la capacità di “saper vedere la mente propria e altrui”, la nostra vita interiore si trasforma in una massa priva di risorse preziose quali l’empatia, l’auto-osservazione e l’auto-regolazione.

Mindfulness e Cervello è un libro affascinante, irrobustito da un glossario di termini e acronimi siegelliani e da un prezioso indice analitico e una sitografia sulle più importanti organizzazioni che promuovono la diffusione della mindfulness nel mondo. Ed infine, è un’apripista per il modello che Siegel svilupperà nel libro successessivo, considerato dalla comunità scientifica e fondamentale, Mindsight, dove integra in un modello rigoroso e accattivante elementi di mindfulness, neurobiologia interpersonale e intelligenza emotiva.

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