LETTURA DEL MESE

Cover AGILE

Agile People

Recensione: a cura di Raul Alvarez

Autore: Pia-Maria Thoren

Editore: Guerini Next, 2019, pp. 281 € 28.50

Genere: Saggio sull’innovazione manageriale

Chiave di lettura: Ripensare la funzione HR alla luce dell’Agile Philosophy.

Frasi-chiave: Non esiste una soluzione universale per gestire il ritmo del cambiamento, ma l’Agile è il futuro. La mentalità Agile è in linea con il modo in cui il cervello affronta l’alto livello di complessità del mondo che ci circonda. Le organizzazioni possono scegliere di essere più o meno agili, a seconda della loro struttura, dei processi, della cultura, della tradizione e del loro stile di leadership”.

 


 

 

Agile. Molti ne parlano. Alcuni a sproposito. Per altri è solo una moda. Ma c’è anche chi la considera la migliore strategia attuale per fronteggiare incertezze e complessità del mercato, per accelerare l’innovazione e aumentare l’engagement. Agile è anzitutto un mindset (una filosofia o stile di pensiero) adatto a cavalcare le onde della discontinuità e del caos e ad accrescere l’anti-fragilità delle organizzazioni. Diversi i casi di aziende che l’hanno adottata con successo. Tuttavia, anche gli insuccessi hanno i loro numeri. Dopotutto, questo approccio implica un salto di paradigma, una visione dirompente e pervasiva che muta alle fondamenta la percezione del job, del ruolo e dell’organizzazione stessa. Agile, come metodo di lavoro, nasce in alternativa al modello “a cascata” del project management, lineare e sequenziale, troppo lento per il mondo IT dove le innovazioni hanno vita breve e, un ritardo o un mancato feedback, step by step sulla soddisfazione dei clienti, potrebbe risultare fatale. “Agile – spiega l’autrice – è un approccio incrementale. Il lavoro è completato in piccole parti, o Sprint, e in una seconda fase, valutato e testato. È un metodo cooperativo che consente di correggere errori e registrare feedback durante l’avanzamento dei lavori”. Questo modo di procedere aiuta a non perdere di vista i cambiamenti repentini del mercato e i bisogni volatili dei clienti.

Descritto in un Manifesto che ne fissava i principi generali (2001), fino a ieri l’Agile si rivolgeva perlopiù al mondo IT. Oggi,  sta diventando un metodo esportabile in qualsiasi tipo di organizzazione, piccola o grande che sia, e a qualunque reparto che faccia della trasparenza, del lavoro cross funzionale, dell’auto-organizzazione, del miglioramento continuo e dalla customer-centricity, il proprio mantra. Il libro di Pia-Maria Thoren è uno dei primi – e forse è questo il suo maggior pregio – ad applicare la filosofia Agile al mondo HR, una funzione aziendale che, a suo dire, deve trovare un nuovo proposito perché i manager, anche a causa della riduzione dei costi, stanno assumendo sempre più compiti sino a ieri riservati alle Risorse Umane. Il vecchio profilo HR come figura di controllo non è più attuale in aziende orientate all’auto-organizzazione dei team e all’empowerment diffuso.

Agile People offre una visione a 360° di cosa comporti innestare l’Agile mindset nel mondo HR, quali leve muovere e come, che controindicazioni mettere in conto e come superarle, come ripensare la struttura organizzativa e coinvolgere le persone rendendole proattive, partecipi della propria crescita, abili nell’attivare conversazioni produttive e nel prendere decisioni rapide, nel fare sperimentazione e puntare al miglioramento continuo. Per questo occorrono strumenti, ma prima ancora una mentalità sostenuta dalla cultura aziendale . In questo senso. Agile è una rivoluzione che impone alla organizzazione di ripensare se stessa alle fondamenta. Non basta applicare qualche strumento (come il noto e diffuso Scrum) per dirsi Agili. Sebbene alcune aziende confidino in queste scorciatoie. Ma è un auto-inganno. Per essere veramente Agile occorre un lavoro più radicale e pervasivo su l’identità aziendale, sui comportamenti, sulla struttura, sui processi. Occorre ripensare il sistema di recrutiment ché, nella visione Agile: “Deve diventare parte del lavoro di tutti, non solo della funzione HR”. Occorre essere trasparenti sui salari come l’azienda Buffer che: “Pubblica sul suo sito le formule per il calcolo del salario. Il dipendente inserisce le proprie competenze, ubicazione ed esperienze, e la formula calcola quale sarà lo stipendio”. Occorre veicolare azioni di estrema fiducia come è usanza alla Morning  Star Company, azienda leader nel settori di produzione e lavorazione dei pomodori, dove “Esiste un sistema di autodefinizione degli stipendi, proposto dai dipendenti e sottoposto al feedback di una commissione salariale eletta dai dipendenti”. Anche gli obiettivi aziendali vanno riformulati in termini di OKR (Objective and Key Result) come quelli introdotti con successo in Google da John Doerr. “L’obiettivo deve supportare la visione aziendale e/o le principali priorità. Gli obiettivi sono qualitativi e non misurabili, mentre i risultati sono quantitativi e misurabili”.

Il libro della Thoren spazia toccando molti dei temi centrali  del mondo HR. Ogni capitolo è corredato da un prezioso schema che riassume le differenze di approccio fra aziende tradizionali e aziende Agile. In appendice, un prezioso glossario sul gergo Agile aiuta a districarsi da questa talvolta farraginosa  neo-lingua. Infine, una tabella conclusiva indica le aree HR dove è possibile applicare strumenti e pratiche Agile. Il pregio del libro è nella esaustività dei temi trattati, anche se su qualcuno l’autrice sorvola troppo velocemente, come ad esempio il capitolo “Agile e il cervello” che promette più di quanto mantiene. In compenso ha una scrittura semplice e godibile, una struttura organica e sintesi puntuali che aiutano a tenere a mente il tutto. Per un manuale che intende solo offrire un assaggio sul tema, Agile people è sicuramente un buon punto di partenza.

 

PRENDI NOTA

Altri libri sul tema che meritano attenzione

 John Doerr, Rivoluzione OKR, Edizioni LSWR, 2019

Fabio Lisca, Businiss Agility, Franco Angeli, 2019

Nico Sapdoni, #Agilità, Franco Angeli, 2019

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