ESSERE LEADER IN UN MONDO COMPLESSO (EGEA)
ESSERE LEADER IN UN MONDO COMPLESSO
Alessandro Cravera
Egea
pp.196, € 25,90
Recensione di Raul Alvarez
PERCHÉ LEGGERLO: perché offre un nuovo approccio alla leadership in un mondo complesso, dove i modelli di successo di ieri non rispondono più ai bisogni di domani, dove il futuro è già passato e il presente reclama una virtù di cui pochi leader dispongono, la saggezza.
UNA VOCE FUORI DAL CORO
Cosa può dire di nuovo un libro sulla leadership sul quale si è scritto anche troppo? Molto. A condizione di lasciarsi alle spalle una letteratura dove i principi che guidano le scienze organizzative continuano ad essere l’efficienza, l’ottimizzazione, la razionalizzazione, il funzionalismo e le mitiche best practice che illudono di poter replicare un risultato di ieri, su una situazione di oggi, ignorando che il mondo cambia velocemente. Frutto del persistere di una visione lineare e deterministica della realtà che mal si concilia con l’accelerazione dei cambiamenti in corso. Quale marcia in più occorre ai leader oggi per governare un mondo complesso? Alcune delle risposte più originali e convincenti le ho trovate nel libro di Alessandro Cravera che, da anni, si occupa di questi argomenti. Già autore di Allenarsi alla complessità cui oggi si aggiunge Essere leader in un mondo complesso, entrambi editi da Egea. Entrambi eccellenti.
GOVERNARE LA COMPLESSITÀ, È POSSIBILE?
Rispetto ad altri libri sul tema, l’ultimo di Cravera offre una visione sistemica e una solida metodologia per rilegge la leadership alla luce di un mondo dove ciò che accade è frutto di infinite interazioni, molteplici concause e condizionamenti reciproci. “Viviamo immersi in un ecosistema complesso ma non sempre ce ne rendiamo conto e, quand’anche fosse, spesso non sappiamo cosa ciò comporti. Pertanto riuscire a governare la complessità significa alzare il livello del proprio pensiero, aprirsi a molteplici punti di vista, ricercare il confronto col diverso, aspettarsi l’inaspettato, uscire dai confini del proprio sapere specialistico, porsi nuove domande, non accontentarsi delle solite risposte”.
EQUIVOCI SULLA LEADERSHIP
I primi quattro capitoli descrivono i bisogni cui i leader hanno risposto nel corso della storia in differenti culture. Un viaggio necessario per capire come si è giunti, all’inizio del Novecento, a riconoscere nel carisma la qualità distintiva dei leader, senza prevederne gli effetti nefasti. A cominciare dall’illusione che chi è al comando abbia tutte le risposte. La sua tendenza a semplificare i problemi e le soluzioni, occultandone la complessità, per vendere certezze e placare paure. La sopravvalutazione della sua capacità di influenza, rispetto alla chiarezza nella direzione da intraprendere. “Con l’attuale fenomeno degli influencer – nota Cravera – la leadership ha finito persino col diventare il fine”, tutti sintomi di una leadership che insegue il consenso, anziché cercare la saggezza. Il capitolo procede ripercorrendo le principali rivoluzioni sociali, scientifiche ed etiche che hanno consolidato una certa visione di leadership. Pur nella brevità dell’esposizione, il libro riesce a dire molto, a contestualizzare l’era che stiamo attraversando, a spiegare come ci siamo arrivati. Ad offrire alcune chiavi di lettura per sapere come muoversi.
IDEE IN CONTROTENDENZA
Molte le idee dirompenti presenti nel libro. Una per tutte, la consapevolezza che in un mondo iperconnesso, i “sacri dettami” degli obiettivi SMART non funzionano più. Occorre piuttosto fare i conti con i trade-off considerato che ogni obiettivo è potenzialmente connesso ad altri e, ogni azione per raggiungerlo, può avere conseguenze impreviste. Gestire i trade off non è facile, richiede una continua rilettura della realtà, calcolo dei rischi, messa in discussione delle proprie strategie e visione sistemica, tutte risorse importanti che nell’urgenza delle decisioni troppo spesso finiscono per venire meno.
IL RIGORE DEL METODO
I capitoli finali illustrano un metodo messo a punto dall’autore per praticare una diversa forma di leadership che punta a coltivare la saggezza, un concetto distante dalla cultura manageriale, attribuito perlopiù al pensiero orientale e ai movimenti ascetici. Nella migliore delle ipotesi, associato confusamente alle competenze. Nulla di più riduttivo. Cravera lo recupera dalla filosofia greca e lo aggiorna con le recenti ricerche dello psicologo Robert Sternberg per offrire una chiave di lettura praticabile nelle organizzazioni. Ma c’è un rischio da mettere in conto. La saggezza può scontrarsi con interessi personalistici e giochi di potere non facili da debellare. Dopotutto praticarla richiede comportamenti etici, orientamento al bene comune, attenzione ai trade-off insiti in ogni obiettivo, valutazione degli effetti a lungo termine delle proprie decisioni. Piena consapevolezza del contesto in ci si muove. Bella teoria e bell’impegno, vero? Ma in pratica?
I COSTI DELLA SAGGEZZA
Ad una lettura attenta, di pratica in questo libro ce n’è quanto basta per farsene un’idea. Esempi calzanti, suggerimenti utili per la formazione nelle aule aziendali e persino nelle scuole. La domanda da porsi è semmai: per praticare la leadership saggia siamo disposti a muoverci controcorrente in ambienti di lavoro che premiano il raggiungimento dell’obiettivo, costi quel che costi? A dare spazio al pensiero critico, anziché adeguarci a quello corrente, anche quando ne scorgiamo le fallacie? A ponderare le decisioni, anziché la velocità solo per assecondare il capo? A promuovere cooperazione, anziché competizione? La saggezza è una virtù scomoda che solo le aziende illuminate e le persone con una forte impronta etica sono disposti ad accogliere. Praticarla può avere un costo. Ma il prezzo più alto è quello che paghiamo ogni giorno rinunciando a vivere alle nostre aspirazioni al bene comune, a coltivare un pensiero libero senza in quale non c’è saggezza, solo passività o opportunismo. Oggi le aziende investono tanto sul benessere in azienda, ma siamo certi di poter “vivere bene” senza esserci misurati con la saggezza?
NON C’È LEADERSHIP SENZA SAGGEZZA
Essere leader in un mondo complesso fa fare un salto di qualità alla pratica della leadership, per profondità di analisi, per metodo, originalità, e ricchezza di idee. È un libro che apre sentieri poco frequentati dal mondo manageriale, proprio per questo vale la pena leggerlo. Offre chiavi di lettura utili sul tema imprescindibile della complessitàe, concludendo, prefigura il circolo virtuoso della saggezza da tenere a mente: “Solo persone più consapevoli della complessità possono favorire l’emergere e l’azione di leader saggi e solo leader saggi possono creare le condizioni affinché ciò accada”.