il potere di imparare (Mondadori) – Pensatori abituali (DFIbooks)
IL POTERE DI IMPARARE
Susanna Sancassani e Daniela Casiraghi
Mondadori
€ 14.00, pp. 215
Recensione di Raul Alvarez
IL MIO MENTORE SI CHIAMA AI
Di manuali sull’intelligenza artificiale ne escono in continuazione. Ma Il potere di imparare ha una marcia in più. Un taglio di ampio respiro che va oltre le questioni tecnologiche e i tecnicismi. Racconta cosa comporta apprendere ad apprendere, la competenza più richiesta dalle ricerche internazionali sul futuro del lavoro, perché – come spiegano le autrici – “In un mondo in continua trasformazione le abilità metacognitive consentono di abitare le crisi senza esserne travolti, di fronteggiare l’incertezza senza dissolversi, di reinventare continuamente il proprio posto nel mondo. Un libro solido e documentato, frutto di anni di ricerche sul tema. Lo co-firmano Susanna Sancassani, direttrice di MEDIT (Metodi e Tecnologie Innovative per la Didattica) del Politecnico di Milano e la collega Daniela Casiraghi.
LA SOLIDITÀ DI UN PENSIERO TRANSDISCIPLINARE
L’approccio è transdisciplinare. Incrocia antropologia, epistemologia, pedagogia e psicologia. E si muove fra Gregory Bateson, Jean Piaget, Edgar Morin, Jerome Bruner e altri maître à penser che, direttamente o indirettamente, hanno anticipato l’impatto delle nuove tecnologie sui processi di apprendimento. Il libro ne ripercorre le tappe cruciali. Il filo conduttore sono i Large Language Models e l’AI agentica che stanno alterando il nostro rapporto con il sapere, dando vita a un pensiero ibrido basato sul co-reasoning che trasforma l’AI in un prezioso mentore computazionale. Ma a condizione di non cedere mai la regia alla macchina. Sta a noi continuare a decidere i criteri, verificare le coerenze, scegliere quando farci mettere alla prova dalla macchina.
LE 10 MONETE COGNITIVE SU CUI INVESTIRE
Una delle perle del libro è la metafora delle dieci monete cognitive: le condizioni minime per non restare esclusi in un ecosistema della conoscenza sempre più complesso. Ogni moneta è una risorsa preziosa. Tra queste: saper individuare i presupposti epistemologici spesso taciti e indiscussi che alimentano le nostre convinzioni. Usare una pluralità di linguaggi per costruire significati chiari e condivisi. Mantenere una visione sistemica per saper leggere le relazioni nascoste fra i fenomeni, senza lasciarsi sedurre da schematismi e ipersemplificazioni.
CHI È L’AUTORE DEL RISULTATO, L’UMANO O AI?
Ma c’è un rischio reale, secondo le autrici: “l’identità di chi apprende potrebbe diluirsi nel flusso continuo di stimoli e suggerimenti. La produzione di contenuti con AI tende a disintegrare la coerenza della voce personale”. La risposta? Il riancoraggio cognitivo, ovvero alternare l’interazione con AI a momenti di riflessione analogica, scrittura personale, pensiero silenzioso per preservare quello spazio epistemico in cui l’errore non viene corretto all’istante, ma esplorato riscoprendo il valore della lentezza riflessiva, consapevoli che la comprensione richiede tempo e fatica.
La seconda parte del libro guida il lettore nelle sette fasi dell’apprendimento con AI: progettare, esplorare, rielaborare, applicare, discutere, produrre, consolidare il lavoro, fornendo prompt precisi e calibrati per ciascuna fase. E infondo all’ultima pagina, una piacevole sorpresa: un QR code invita ad iscriversi all’AIMOOK, un ambiente di apprendimento online gratuito che offre esercizi metacognitivi, infografiche, podcast e molto altro, per passare dalla teoria alla pratica. Il potere di imparare non è solo un bel libro. È un viaggio appassionante verso una conoscenza profonda del nostro nuovo, esigente, potente mentore: l’AI.
PENSATORI ABITUALI
Roberto Castaldo
DefuBooks Editore
pp.127, €12,90
Pensatori Abituali è in linea con Il potere di imparare, quasi un gemellaggio. Entrambi raccontano come abilitare le capacità riflessive col supporto della tecnologia e, successivamente col confronto sociale. Entrambi i libri hanno un solido impianto metodologico. Pensatori Abituali si focalizza sul contesto scolastico, terreno d’elezione di Roberto Castaldo, docente di informatica e animatore digitale all’ISIS Europa di Pomigliano d’Arco (Napoli). Castaldo è divulgatore del metodo Making Learning and Thinking Visible (MLTV), nato negli anni ’90 all’Università di Harvard nell’ambito di Project Zero, il gruppo di ricercatori guidato da Howard Gardner e David Perkins con l’obiettivo di “rendere visibili i processi del pensiero”. Il punto di partenza è una critica lucida: il sistema scolastico tradizionale funziona come un bancomat. Inserisci la spiegazione, aspetti qualche minuto, esce il voto. Ma cosa succede dentro la macchina? “Finché non riusciamo a vedere come pensano gli studenti, non possiamo aiutarli a pensare meglio”.
RENDERE VISIBILE L’INVISIBILE
Il metodo MLTV offre strumenti concreti per rompere questa passività aiutando gli studenti ad andare più in profondità nelle questioni, a motivare le proprie risposte, a collegare i concetti appresi. Il cuore del metodo sono le routine di pensiero (Thinking Routine), sequenze brevi e ripetibili che trasformano il pensiero in una pratica abituale e collettiva. In un mondo del lavoro che richiede sempre più flessibilità mentale occorre lasciarsi alle spalle il museo delle lezioni immutabili, il luogo dove la tradizione diventa dogma, dove il “si è sempre fatto così” sostituisce la riflessione critica e l’innovazione è vista con sospetto e suscita ostilità.
SEGNALI DEL CAMBIAMENTO
Ma una volta appreso il metodo delle routine di pensiero quali segnali ci fanno capire che i ragazzi cominciano a diventare pensatori abituali? Diversi i casi riportati nel libro. “Ce ne accorgiamo ad esempio quando dopo un corso di MLTV, in classe nasce un dibattito spontaneo fra gli allievi. O quando uno studente in genere silenzioso, improvvisamente condivide un pensiero profondo. Quando la qualità delle loro domande migliora sensibilmente. Quando i ragazzi si mettono in discussione e sono curiosi di conoscere non “la risposta giusta”, ma tutte le altre possibili risposte.
AI, SPECCHIO DEL PENSIERO
Il libro mostra anche come l’AI possa allenare le routine di pensiero. Ad esempio, usandola come come interlocutore socratico che pone domande anziché limitarsi a dare risposte; oppure usandola come un’analista del ragionamento, capace di identificare pattern ricorrenti, i salti logici o assunzioni implicite nel pensiero proprio e altrui. E ancora, usandola come facilitatore del confronto che sintetizza diverse prospettive emerse nella discussione e stimolare un meta-confronto. “L’importante è che questi momenti di riflessione assistita dall’algoritmo – avverte Castaldo – siano poi riportati nella dimensione sociale dell’aula, discussi insieme, integrati nell’esperienza collettiva, guidati da un’insegnante che a quel punto diventa non è più l’unico e indiscutibile depositario del sapere, ma un facilitatore e un coach del processo d’apprendimento”.
LA SCUOLA SIAMO NOI
Pensatori abituali è un libro piccolo per dimensioni (127 pagine), pubblicato da un piccolo editore, ma grande nelle idee che trasmette. Ricco di prompt efficaci e testimonianze di chi ha applicato il metodo MLTV con successo. È la dimostrazione che la scuola del futuro non richiede rivoluzioni tecnologiche, ma un cambiamento di sguardo. E il bello è che questo metodo non appartiene solo agli insegnanti: può essere praticato da genitori, manager, comunità, da chiunque senta il bisogno di pensare meglio in un mondo che cambia in fretta e impone un reskilling. Perché imparare a pensare non è un lusso per studenti, è una competenza irrinunciabile, nonché la più umana che possediamo.