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Quattro libri per l’estate

Quattro libri per l’estate

Estate, voglia di leggerezza. Per l’occasione ho scelto due saggi su temi emergenti, di piacevole lettura e due romanzi per gli appassionati di letteratura americana con i quali trascorrere ore felici e rilassate. Buona estate e buona lettura e, a rivederci a settembre.

Recensioni di Raul Alvarez

 RIDI, AMA,VIVI

Autore: Lara Lucaccioni

Editore: Rizzoli, 2020, pp. 391 € 15.00

Genere: Saggio sulla crescita personale

Chiave di lettura: Il cuore ha le sue ragioni (e le sue pulsazioni) che la ragione non conosce, ma dalle quali dipende il nostro benessere e la felicità.

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Ha un sorriso contagioso e una community su Facebook vivacissima con cui condivide passione e competenza nello Yoga della risata, disciplina di cui è ambasciatrice accreditata dal suo fondatore, il medico indiano Madan Kataria. Tiene corsi in tutta Italia e ha trovato persino il tempo per scrivere un libro che sfiora le 400 pagine. Quando me l’ha annunciato ero scettico. Ma mi sono dovuto ricredere. Lara ha una penna brillante, validi contenuti, suffragati da solidi dati scientifici e la capacità di organizzare le proprie conoscenze in modo semplice, puntuale, accurato.

La sua filosofia si coniuga in tre verbi di azione, Ridi, Ama, Vivi, a ciascuno i quali dedica un ampio capitolo. Nel primo, Ridi, racconta il suo incontro con lo Yoga della risata e come una pratica costante e disciplinata le abbia cambiato la vita. “Ridere spaventa chi ci vuole controllare, perché ci libera. Ridere è unione con la parte profonda di sé, con gli altri, con il senso profondo della vita”. Proseguendo la lettura, quest’idea è rafforzata da dati provenienti da vari ambiti di ricerca: medicina, psicologia, neuroscienze. “Ridere accelera il metabolismo e permette di consumare calorie”. E ancora, “La risata stimola l’attività del nervo vago, il più grande del sistema nervoso parasimpatico, che entra in azione quando ci rilassiamo”. Il riso, insomma, fa bene alla mente, al cuore, alla salute. Il capitolo si chiude con una serie di esercizi irresistibili che vi mettono alla prova con la risata timida-crescente, la risata silenziosa, la risata con vocali, la risata immaginata, e accrescono la consapevolezza che “una risata a comando” può cambiare l’umore e la salute.

Nella sezione Ama, protagonista è il cuore, “Organo che non ha solo il compito di pompare sangue, ma ha anche una memoria, un piccolo cervello (circa quarantamila neuroni), produce ormoni e invia più informazioni al cervello di quante ne riceva a sua volta. Lara descrive il suo incontro con Heartmath, un istituto americano specializzato nella pratica della coerenza cardiaca, ovvero la sincronizzazione fra cuore e cervello che consente di gestire emozioni e stress, di usare appieno la nostra parte cognitiva superiore, di esprimerci e comunicare al meglio. “La combinazione di risata e coerenza cardiaca permette di attingere a un surplus di energia e mantenere le batterie in carica per affrontare la miriade di cambiamenti che sempre più ci troviamo a gestire e aumenta così anche la resilienza personale”.

La parte conclusiva, Vivi, spiega come trasformare la felicità da sentimento estemporaneo a competenza cui o accedere a comando. Perché la Felicità è una porta che si può aprire solo dall’interno. Il consiglio è allora: “Praticare la Felicità coltivandola quotidianamente con esercizi di gratitudine, gentilezza, apprezzamento, meraviglia, compassione e tutte le emozioni positive che la Scienza della Felicità promuove”. Quale occasione migliore dell’estate per provare a metterla in pratica?

 

INFLUENECER MANIA

Autore: Omar Rossetto e Mariaisabella Musulin

Editore: Hoepli, 2020, pp. 166 € 19,90

Genere: Saggio sul marketing digitale

Chiave di lettura: radiografia dell’influencer, chi sono, come lavorano, come sceglierli, per quali obiettivi

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La letteratura sul tema scarseggia, e questo è un innegabile vantaggio per un libro che altrimenti desterebbe minore curiosità. La parola Influencer evoca subito il numero uno nel suo campo, Chiara Ferragni. Milioni di followers, notorietà internazionale. “Ma non tutti i brand richiedono star del suo calibro – spiegano gli autori – Anzi, in certi casi potrebbe essere persino controproducente”. Dopotutto l’influencer non è un passe-partout, va scelto con cura e competenza, soprattutto in sintonia con il brand. È questa la prima regola dell’influencer marketing.

Istant book dalla grafica accattivante, Influencer mania racconta come orientarsi fra i vari tipi d’influencer (nano, micro, macro, mega), dove trovarli (su Istagram, il loro canale d’adozione), come utilizzare la forza della reputazione per massimizzare i risultati di business, quali “regole” seguire nella scelta del “nome giusto”, quali i rischi di una considerazione superficiale dei pro e contro del loro impiego nella campagne di marketing. Le controindicazioni non mancano. “Ma quando la scelta dell’influencer funziona può generare un ROI dieci volte superiore a qualsiasi altra forma di marketing digitale”, assicurano gli autori.

Libro ricco di spunti, buon punto di partenza sul tema. Ma per approfondire suggerisco Istragram Strategy, di Alessando Sportelli e Federico Spinelli edito da Hoepli. Qui si entra in profondità sul il canale privilegiato degli influencer e sulle strategie per gestirlo.

 

LA STRADA DI CASA

Autore: Kent Haruf

Editore: NNN, 2020, pp. 194 € 18,00

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L’estate ci regala un nuovo romanzo di Kent Haruf (pubblicato in America nel ’90), celebrato autore della famosa “Trilogia di Holt” (Benedizione, Crepuscolo e Canto della pianura) che ha molti cultori anche in Italia. La sua opera è stata una riscoperta grazie a un piccolo editore di grande fiuto. Haruf è uno dei rari casi in cui letteratura popolare e letteratura “alta” s’incontrano felicemente.

Il libro inizia come un giallo “Alla fine Jack Burdette tornò ad Holt. Nessuno di noi se l’aspettava più. Erano otto anni che se n’era andato e per tutto quel tempo nessuno aveva saputo niente di lui. Persino la polizia aveva smesso di cercarlo (….). Poi un sabato di inizio novembre, nel pomeriggio ricomparve a Holt”. E da qui la vicenda torna indietro per raccontare la storia di questo incredibile personaggio, sin dall’infanzia, cui è legato il destino di tanti abitanti di Holt. Haruf disegna personaggi indimenticabili come Jessie, l’ex moglie di Jack, donna di grande forza e dignità, abbandonata con tre figli, su cui ricadono le vendette del villaggio per le malefatte dell’ex marito. Il complice di Jack che si auto condanna ad una fine tragica, cui il villaggio, tuttavia, non risparmia l’odio. E tanti altri. Un finale inaspettato che lascia il segno. In questo secondo romanzo troviamo già in nuce i semi della futura trilogia, giustamente considerato uno dei capolavori della letteratura contemporanea. C’è lo stile delle sue opere migliori, tragiche e crepuscolari, costellate da passioni potenti e distruttive, discese negli inferi ed espiazione, il tutto con uno stile originale, elegante e dialoghi che andrebbero studiati nelle scuole di sceneggiatura.

La strada di casa è un libro struggente, di quelli che non si vorrebbe mai finire di leggere. Haruf ha pubblicato solo sei romanzi, ma ha lasciato un segno e continuerà a far ridere, commuovere, sognare, le future generazioni di tutto il mondo perché ha si è già guadagnato un posto fra i classici.

 

THE NEW YORK STORY

Autore: John O’Hara

Editore: Bompiani, p.470, € 16.00

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Della vasta produzione di John O’Hara (1905-1970) in Italia non è arrivato granché. Fra i suoi romanzi Appuntamento a Samarra, del 1934, rimane il capolavoro. Ma delle celebri short story pubblicate sul NewYorker (circa duecento) non c’era traccia, se non in qualche antologia.

Bompiani ce ne restituisce trentadue, inossidabili, frizzanti, divertenti, linguacciute, spietate sul mondo newyorkese fra gli anni trenta e sessanta. Sorta di cocktail al vetriolo, fra Scott Fitzgerald e Woody Allen, su una società cinica ed effimera. I dialoghi sembrano estrapolati da una pellicola dell’epoca. Ambientazione perfetta. O’Hara registra voci e pensieri di tutti gli strati sociali di Manhattan: dai lavoratori precari dell’editoria alle giovani impiegate delle agenzie pubblicitarie che lottano per farsi strada in un mondo di uomini ai vecchi attori in disgrazia. Un’America lontana da quella attuale, ma che O’Hara riesce a rendere intramontabile. I ritratti di divi imbalsamati, ancora a caccia improbabili flash, sono fra le pagine più riuscite. “L’abito e l’acconciatura ad alveare riadattata non ingannavano nessuno sugli anni che aveva”. O ancora “I suoi piccoli passi che avevano sempre attirato l’attenzione sulla sua bassa statura, servivano ora a mascherare il fatto che la sua andatura era più lenta. Adesso non rimaneva più nulla della sua giovinezza protrattasi così a lungo, fino alla mezza età”. Dopo la riscoperta dei racconti di John Cheever e Andre Dubus, ecco un altro maestro delle short story da non farsi sfuggire.

Unica pecca della raccolta, la mancanza un’introduzione che aiuti il pubblico italiano di oggi a farsi un’idea di questo autore e collocarlo nella sua epoca, restituendogli il giusto valore.