LETTURA DEL MESE

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User eXperience Design

Autori: Debora Bottà

Editore: Hoepli, 2018, pp. 326 € 27.90

Genere: Saggio sulla User Experience Design

Chiave di lettura: come progettare esperienze di valore per gli utenti con un approccio human-centred

Frasi-chiave: “UX è avere una prospettiva umana. Non si parte più dalla definizione di ipotesi risolutive, cioè dalle soluzioni, ma tutto inizia dalle persone per cui si sta progettando, dalla loro esperienza,da come affrontano le situazioni, dai problemi che incontrano e dalle aspettative che hanno”.


Di user experience (UX) se ne parla da tempo, molto e spesso a sproposito. Eppure la letteratura sul tema non manca, sebbene lo stile ricorrente sia quello da addetti ai lavori che allontana chi non è del campo. Conseguenza: la comprensione dell’UX rimane spesso ostica, frammentaria, superficiale, fraintesa da chi non è già addentro a questi temi. Diversi i motivi. Da un lato, la complessità di una disciplina che unisce svariati ambiti scientifici; dall’altro, la frequente riduzione del concetto a una forma di “disegno”, con l’inevitabile malinteso che lo assimila l’UX alla grafica e all’estetica, anziché a un modo di pensare e di fare innovazione.

Un progetto editoriale che introduca il tema in modo esaustivo e arrivi a un pubblico più ampio (imprenditori, business manager, marketing manager ecc.), capace di mettere ordine fra i vari metodi e fare chiarezza sulle sue implicazioni nel business, mancava.  Ora questo libro c’è. E a quanto ne so, è uno dei migliori sul tema. Ricco di contenuti, sistematico, di agevole lettura, riesce a parlare a esperti e neofiti. Lo ha scritto con passione e competenza Debora Bottà, professore e consulente. User eXperrience Design aspira a diventare un punto d’incontro per la comunità degli appassionati. Anche per questo offre ai lettori un’enorme quantità di strumenti e un prezioso sito (www. uxlab.it) dove scaricare i tools illustrati nel libro. E, cosa più importante, l’invito a fare rete, a condividere conoscenze ed esperienze, a dar vita ad una community.

“Il concetto di UX è sempre più diffuso in tutti i settori e a vari livelli aziendali – scrive Bottà – perché cresce la consapevolezza della necessità di un ritorno a un marketing più umanistico, focalizzato sui consumatori e sulla loro soddisfazione, per raggiungere gli obiettivi di business. Fenomeni come la trasformazione di molti prodotti in servizi e, più in generale, la proliferazione di servizi hanno portato la consapevolezza nelle aziende che con la concorrenza ci si batterà sempre più sul terreno delle esperienze d‘uso. Da tempo, siamo nella cosiddetta “economia delle esperienze”, accelerata dalla diffusione della cultura delle startup, del loro approccio Lean e di modelli di business incentrati sulla creazione di un reale valore per i clienti”. L’innovazione centrata sugli esseri umani, diffusa da tempo con il design thinking, si è radicata nella progettazione di “servizi fisici”. Ma il dissolversi del confine fra on line e off line, reale e digitale, che pervade ormai ogni sfera della nostra vita, riporta l’attenzione sulla presenza dell’elemento umano con i suoi desideri, bisogni, aspettative, emozioni, esperienze. “Il business oggi incontra il design per riportare la persona al centro delle proprie strategie e per collegare il proprio operato a risultati tangibili, misurabili, reali”.

Partendo da queste premesse, Bottà accompagna il lettore in un viaggio rigoroso e appassionate  per giungere alla conclusione che design, business e marketing devono sempre più convergere su obiettivi comuni. Ma c’è di più. L’esperto di UX dovrebbe presiedere ai tavoli dove vengono definite le strategie aziendali, perché UX incarna la strategia e mette insieme Estetica, Usabilità ed Emozioni. L’UX si occupa di trovare soluzioni valide per gli utenti, coinvolgendoli nel processo di progettazione con attività di ricerca sul campo da cui ricavare i bisogni reali da mettere al centro dei contenuti e delle funzioni che costituiscono l’interfaccia utente. Per realizzare quest’obiettivo occorrono diversi tools (dai Lean Canvas ai Value Proposition Canvas, dagli Sprint, ideati da Google agli User story e così via) che Bottà descrive con ricchezza di dettagli e chiarezza espositiva.

Si termina la lettura con la consapevolezza di avere finalmente le idee chiare su cosa significhi User eXperience Design e quale sia il suo valore per il business. Viene voglia di rileggerlo subito per fissare i concetti più importanti e, perché no, di metterlo in pratica.

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